Avengers: Infinity War. Altri 10 anni a questi livelli

Il titolo è un augurio ai Marvel Studios. Era il 2008 quando una platea piena di dubbi, domande, sorrisi amari e sorrisini aspettava di vedere il primo Iron Man di Jon Favreau e con un redivivo Robert Downey Jr. Da lì in poi, per dieci anni, la casa cinematografica che, sulla carta, ha dato i natali ai supereroi più amati al mondo ha iniziato a sfornare una media due film ogni anno. Prima i personaggi più importanti come Capitan America, Thor e il già citato Iron Man, poi altri supereroi dimenticati come i Guardiani della Galassia, Black Panther e infine altri meno conosciuti al grande pubblico come Ant Man e Doctor Strange. Infine, Spider Man.

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Intervista agli Anvil

ARTICOLO REALIZZATO PER URBAN MAGAZINE

Eastpak presenta una nuova limited edition che nasce della collaborazione con il marchio Anvil Motociclette, creato da Alessandro ‘Phonz’ Fontanesi e San Marco Filios.

L’azienda americana ha, nel corso degli anni, costruito un importante portfolio di collaborazioni con alcuni dei designer più importanti al mondo. Eastpak, con quest’ultima collaborazione, lancia un prodotto davvero unico che rende omaggio a quell’autentico stile di vita dei biker d’altri tempi che ha ispirato il marchio italiano Anvil Motociclette.

Anvil Motociclette è un’azienda che mostra passione e amore per il mondo delle due ruote degli anni ’70. Un’officina di idee, una fucina di ideali ma condotte da un’unica filosofia di vita che si riesce ad apprezzare in ogni prodotto sia della linea d’abbigliamento sia nelle moto realizzate da Alessandro ‘Phonz’ Fontanesi e Marco ‘San Marco’ Filios.

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Intervista a Emis Killa

ARTICOLO SCRITTO PER URBAN MAGAZINE

Ho intervistato Emis Killa al Pitti Uomo di Firenze. Da bambino voleva fare il «meccanico superfigo da racing» poi ha incontrato l’hip hop e si è detto «sta roba qui non posso solo ascoltarla, devo farla anche io e ho iniziato a scrivere». Ama le arti marziali e i suoi idoli sono «Mike Tyson e Conor McGregor» ma soprattutto Emis Killa odia i nuovi rapper «c’è gente che va fuori tempo ma sono elegante e non faccio nomi».

Fabio, ci sarebbe da intervistare Emis Killa – mi scrive Marco, il coordinatore di Urban – Moreno (il direttore) ha detto che ci pensi tu. Fine del messaggio.

Leggo e penso che dopo Fedez mi tocca anche Emis. Che in realtà sono due cantanti che conosco, forse più per la televisione che per la musica, anche perché oh, alla fine io ascolto Ligabue e Jovanotti. Capitemi. Comunque prendo il giubbotto e vado. Intervista alle 14.45 allo stand Asics Tiger dentro il Pitti Uomo. Non ci ero mai stato, la Fortezza è una bomba. A livello proprio architettonico anche se non ci capisco molto di architettura ma quando una cosa è figa, è figa. Punto. Entro, sono stranamente in anticipo e allora mi faccio un giro. C’è un po’ di gente dentro il Ca’ Vaniglia, cioè il super stand con dentro altri stand che a loro volta hanno dentro gente che vabbé ci siamo capiti. Mi siedo a fianco all’ingresso di Asics Tiger, guardo le notifiche di facebook. Niente di interessante. Controllo i like dell’ultimo post su Instagram. Ecco, lo sapevo. Sono in ritardo.

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Intervista a Fabio Fognini

INTERVISTA REALIZZATA PER URBAN MAGAZINE

Fabio Fognini è il nuovo testimonial della collezione Hydrogen Tennis. Il brand di Alberto Bresci vestirà il tennista ligure a partire da gennaio 2017.

«Senza sfuriate avrei vinto di più ma non sarei stato me stesso»

Sono stato alla serata di presentazione organizzata da Hydrogen al Mandarin Oriental, un posto chicchettoso di Milano. Fognini è illuminato dai flash compulsivi dei fotografi che continuano a richiamare la sua attenzione per porre il sorriso a destra piuttosto che a sinistra, a seconda di quale reflex deve catturare il suo volto insieme a quello di Alberto Bresci, founder e designer di Hydrogen.

Aspettando il mio turno di intervista mi siedo e lo osservo. Cerco di capire cosa passa nella testa di un atleta subissato da attenzioni per essere passato da un brand a un altro ma non riesco a ottenere nessuna informazione. È rilassato, a suo agio e risponde alle domande dei colleghi di Sky, Gazzetta, Mediaset, Corriere.

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Intervista a Roberto Recchioni

ARTICOLO SCRITTO PER NANOPRESS.IT

In occasione dei 30 anni di Dylan Dog, dopo aver recensito il numero 361 – Mater Dolorosa, Nanopress.it ha il piacere di intervistare l’autore dell’albo dei trentanni dell’Indagatore dell’Incubo, nonché curatore della testata, sto parlando di Roberto Recchioni.

Ciao Roberto e grazie per aver dedicato un po’ del tuo tempo a me e alle mie curiosità. Partiamo subito con le domande:

Mater Dolorosa, il titolo dice già tanto, ma quanto è importante, secondo te, la sofferenza per un uomo. E’ forse la condizione più rilevante ed importante per arrivare alla crescita di un individuo?
Mostrami un uomo che non ha mai sofferto e io ti mostrerò uno sciocco. Sono abbastanza convinto che solo attraverso la sofferenza si possa arrivare a capire l’esperienza umana. Questo non fa di me un pessimista, anzi. Il punto non è solo soffrire ma anche come si vive la sofferenza, come la si affronta, come ci cambia.

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Intervista a Ronnie Kessel

ARTICOLO SCRITTO PER URBAN MAGAZINE

Tissot ci ha invitato nella tana di Kessel a Lugano per presentare la sua nuova collezione; il capo dell’azienda ci ospita tra auto classiche, concessionaria e reperti storici dell’automobilismo.

Tissot è un brand storicamente legato allo sport e alle sue icone, da sempre in stretto legame con il mondo dei motori e è per questo che la presentazione ufficiale delle nuove collezioni, Tissot PRS 516 e Tissot V8, è stata fatta a Lugano, nella casa di Kessel, un team vincente nel motorsport oltre che un’azienda solida e attiva nel settore dell’automobilismo di lusso tra restauro, assistenza e riparazioni.

Alla presentazione è stata aggiunta la collezione Tissot Chemin des Tourelles che non è strettamente collegata al mondo dei motori ma è stata presentata come unione tra i due mondi poiché omaggia i 162 anni di attività dell’azienda, nata nel 1907.

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Intervista a Fedez

Articolo per Urban Magazine (ottobre 2016).
Foto prese dal sito fedezofficial.com

All’inaugurazione del primo store di Vype Pebble a Milano (di cui vi abbiamo parlato qui) c’è Fedez, special guest delle nuove sigarette elettroniche. Pochi minuti di intervista con il rapper nei quali rivela: «fumavo tre pacchetti al giorno, viaggiare con me era impossibile».

Produttore e personaggio influente nella musica italiana, «in questo momento potrei condurre qualsiasi programma tv» mi dice senza filtri. Questo grazie anche alla notorietà acquisita con X Factor ma parlando del nuovo singolo, Assenzio: «non è una hit, anzi è anti marketing». Musica, rap, produzione, start-up, tanti progetti e Fedez confessa «sono stanco».

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Reportage Parma: Un nuovo inizio

Articolo scritto per Soccer Illustrated (aprile 2017).
Illustrazioni di Osvaldo Casanova.

Sono in viaggio, il mio sottofondo musicale è Sulla mia strada del Liga. So che magari non tutti la conoscono ma merita, ascoltatela e chiudete per un attimo gli occhi, io non lo posso fare, sto guidando, e sulla mia strada c’è Parma. Prima di arrivarci mi fermo in una stazione di servizio, quella appena prima di svoltare ed entrare nella città emiliana. È mattina, mi sono alzato presto e ho sgranocchiato in macchina un paio di biscotti ma ho la bocca ancora impastata di Mentadent. Entro in un Autogrill e sento subito il classico accento parmigiano, con quella erre riconoscibile a chilometri di distanza che mi ricorda un mio vecchio amico che incontravo tutte le estati fino ai miei 17 anni. Ci trovavamo a Torre Pedrera, frazione di Rimini. Mi ricordo che quando ci incontravamo non ci salutavamo nemmeno, entravamo diretti nel campo di calcio-tennis del nostro lido e iniziavamo una serie infinite di partite dove io facevo il Milan e lui, ovviamente, il Parma.

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La Finestra: Michele, perché?

La Finestra è una rubrica che voglio lanciare. Sono e saranno considerazioni sulla società, sui fatti più importanti che la cronaca ci sbatte in faccia ogni giorno.

Sto leggendo molte cose sui social. Cose che a volte mi fanno vergognare di essere umano ma poi ci penso e dico che no, non sono io a dovermi vergognare, sono loro che hanno sbagliato qualcosa. Forse, in pochi, hanno capito cosa è davvero accaduto. Giudicare un suicidio non ha veramente alcun senso. Soprattutto è inutile. Però lasciatemi dire che è giusto parlarne, cercando di individuare le cose giuste e però non è detto che io le possa trovare.

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Alla Ricerca di Dory: si può fare di più [Recensione]

Ho visto “Alla Ricerca di Dory” pensando che potesse essere almeno tanto bello quanto il suo predecessore, ovverosia “Alla Ricerca di Nemo” e quindi le mie aspettative erano tendenzialmente alte. Devo ammettere che il film, però, non le ha rispecchiate a pieno.

La Trama

La trama è semplice: Dory soffre di perdita di memoria a breve termine sin dalla nascita e nonostante i suoi genitori cerchino di crescerla in modo tale da essere autonoma, la sua facile distrazione e la sua rara patologia la portano ad allontanarsi da casa, finendo nell’acque profonde e infinite dell’Oceano. Il film inizia come “Alla Ricerca di Nemo” per poi arrivare molto velocemente al tempo “presente” con Dory che sbatte la testa e “ricorda” a tratti il suo passato e ricorda di avere dei genitori: da qui la piccola pesciolina inizierà la disperata ricerca dei suoi cari che la porterà ad affrontare mille avventure.

Recensione

Senza fare spoiler. Alla Ricerca di Dory è un film ben realizzato e sempre attento a cercare di armonizzare il film su due filoni, quello per bambini, con la risata semplice e molti animali differenti e colorati e quello per gli adulti, con frecciate alla società ed emozionanti discorsi da parte dei personaggi principali.

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