Intervista a Fedez

Articolo per Urban Magazine (ottobre 2016).
Foto prese dal sito fedezofficial.com

All’inaugurazione del primo store di Vype Pebble a Milano (di cui vi abbiamo parlato qui) c’è Fedez, special guest delle nuove sigarette elettroniche. Pochi minuti di intervista con il rapper nei quali rivela: «fumavo tre pacchetti al giorno, viaggiare con me era impossibile».

Produttore e personaggio influente nella musica italiana, «in questo momento potrei condurre qualsiasi programma tv» mi dice senza filtri. Questo grazie anche alla notorietà acquisita con X Factor ma parlando del nuovo singolo, Assenzio: «non è una hit, anzi è anti marketing». Musica, rap, produzione, start-up, tanti progetti e Fedez confessa «sono stanco».

È sera, anzi orario aperitivo, a Milano meglio specificare. I navigli milanesi e i locali nei dintorni iniziano a riempirsi. Gente, macchina, birre, il dopo lavoro di Milano arriva tutto verso quell’ora. Avrei voglia di concedermi uno spritz ma poi penso a Mentata e lo evito. Entro nel nuovo store di Vype, in via Gorizia, e mi mettono in mano un calice di Prosecco, credo. Lo bevo in attesa che arrivi Fedez e che sia il mio turno per intervistarlo.

Nel frattempo il locale si riempie: musica, dj set, open bar, fumi elettrici, donne e credo anche uomini ma non ci ho fatto caso. L’attesa diventa più lunga del previsto. Altro giro, altro Prosecco. Inizio a sentire dei rumori di sottofondo strani: non sono brillo, è arrivato Fedez. Tocca a me:

La sigaretta elettronica è una moda?

No, anzi. Io prima fumavo tre pacchetti di sigarette al giorno. Fare i viaggi in macchina con me era impossibile perché come ne spegnevo una, accendevo quella dopo. Da tre pacchetti al giorno ho smesso grazie alla sigaretta elettronica. Il principio è quello della disintossicazione. Devi smettere gradualmente. Io ho smesso due anni e mezzo fa. Mi concedo una sigaretta ogni tanto, magari dopo un bicchiere di vino ma solo quella.

Ho provato di tutto, cerotti, cicche ma l’unica soluzione, per me personalmente utile, è stata la sigaretta elettronica.

Ho sentito una tua intervista, dalla Bignardi alle invasioni Barbariche, dove dicevi che ti sei proposto tu inizialmente a Sky per fare X Factor. Com’è cambiato Fedez da quel giorno lì?

Bè televisivamente mi ha dato tanto. Mi ha fatto conoscere al grande pubblico generalista. Io reputo X Factor uno dei migliori, anzi il miglior programma di intrattenimento della televisione italiana. Io in questo momento potrei fare qualsiasi programma televisivo ma X Factor è diverso. Il tavolo di X Factor non è per tutti. E’ stata una sfida e un traguardo importante che mi ha insegnato tanto. Oggi so gestirmi, so cosa fare e quando farlo. Sono cresciuto.

È la tua terza edizione di X Factor, come sta andando rispetto alle precedenti?

Si tende a dire sempre che l’ultima o quella che si sta svolgendo è sempre la migliore in assoluto. Però se guardiamo i numeri è davvero così. Il programma ha avuto un aumento di ascolti molto significativo di conseguenza, da quel punto di vista, è la miglior edizione.

Terza e ultima stagione o andrai avanti?

Ho firmato per due anni, quindi a meno che non impazzisca totalmente dovrei essere anche nella giuria del prossimo anno. Ma le cose non sono mai certe quindi diciamo che all’80% ci sarò anche l’anno prossimo.

A livello di talenti?

Ma devo dire che il vivaio di X Factor non ha mai avuto grosse ricadute. Ha sempre avuto molta qualità.

Com’ è cambiato il rap su X-Factor?

È sempre macchinoso perché la televisione si porta dietro una istituzionalità e un pubblico generalista. Il pubblico spesso mette davanti la bellezza della voce alla bravura di scrivere un testo. Si preferisce il talento del cantante e non della scrittura.

fedez8

E di Loomy, togliendoti i panni del coach delle under donna, cosa pensi?

Penso che ha intrapreso un percorso totalmente in salita, che ha un talento imprescindibile e che deve essere riconosciuto.

Ti ha fatto cambiare idea, prima non la pensavi così…

E’ vero. L’ho sempre detto, io prima non pensavo avesse questo talento nascosto. Mi ha dimostrato tutto quello che può fare e soprattutto come lo può fare. E mi sono totalmente ricreduto.

Il tuo rapporto con Roshelle? C’è stato qualche screzio…

Ma neanche più di tanto. In realtà quello che si vede in televisione è un distillato di quello che succede e di un rapporto più complesso e ampio. Anzi, pensa che c’è qualcuno che pensa che limoniamo segretamente.

Noi di Urban abbiamo intervistato Roshelle in anteprima prima del primo live. Era titubante proprio sui brani che gli avresti proposto…

Si, però io sono molto contento del percorso che ha fatto e che sta facendo tutt’ora. Adesso stiamo finalmente lavorando all’inedito. Ci sto lavorando personalmente io e devo dire è uno degli inediti che io abbia mai sentito a X Factor.

Mi dici un talento, che non fa più parte del programma, che secondo te potrebbe fare strada al di fuori dei talent?

Fammi pensare, non è facile. Ah, ecco, una ragazza che era arrivata fino ai miei Home Visit, si chiamava Valentina e come Caterina suonava con la chitarra. Lei secondo me è molto brava, l’avrei presa ma spero si ripresenti l’anno prossimo.

Lo sai che si è presentata ad Amici e non l’hanno presa…

Non l’hanno presa? E come mai? Per me era molto brava. Vabbè speriamo si ripresenti il prossimo anno. A me piaceva.

Nuovo singolo e nuovi progetti? E come mai la scelta di Stash e di Levante?

Vuoi sapere la verità?

Certo…

La verità è che dopo il gesto dello sputo di Stash agli Mtv Awards, che tra l’altro li considero poco trasparenti e non mi faccio nominare né mettere in nessun concorso loro proprio per questo motivo. Ci siamo detti, prendiamo una persona che ha dovuto affrontare una difficoltà e che va un po’ controcorrente che rappresenta, in questo momento, l’anti-marketing. Una cosa che non farebbe nessuno, nonostante la sua bravura. Allora abbiamo scelto una voce pop, Stash, e un’altra completamente indie. Cioè Levante. Io e Ax eravamo convinti e alla fine abbiamo fatto questo esperimento.

È un singolo complesso, molti dicono che non sarà una hit…

È vero. Non è una hit è un pezzo complicato e tiene testa comunque alle hit. Noi facciamo quello che ci piace anche se non vendiamo continueremo a farlo. Non ci facciamo problemi perché l’album, che uscirà a gennaio, è pieno di hit e quindi è un rischio che ci possiamo permettere di prendere.

Progetti nuovi?

Il disco uscirà a gennaio, partirà il tour e le due date del Forum di Assago sono già sold-out. Ho fatto la collaborazione con Replay, adesso Vype. Ho una start up che vive bene e il progetto Zedef, ossia un progetto di Dj e di produzioni. Cose che in Italia hanno poco eco ma all’estero se ne parla. Sta andando tutto bene, sono anche stanco.

Tempo per uscire te ne rimane?

Tempo per uscire poco. E quando ho del tempo libero sto a casa. Mi son preso una bellissima casa e quando posso me la godo.

Poi ci siamo alzati dal divano. Si gira e mi fa “oh, sei giovane ma sei bravo”. E gli ho risposto: “anche tu sei giovane… “. Mi ha guardato come se l’avessi insultato intendendo che lui non lo fosse ma non mi sono messo a chiarire la questione. Per me Fedez è un caso. Sa fare il suo mestiere. Non è rap, dicono. Ma chissenefrega, fa soldout e quello lo fa andare avanti. In tantissimi mi hanno chiesto che tipo fosse. A me è sembrato un ragazzo normale, simpatico, alla mano e fortemente legato a sua mamma, manager e braccio destro.

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