Intervista a Fabio Fognini

INTERVISTA REALIZZATA PER URBAN MAGAZINE

Fabio Fognini è il nuovo testimonial della collezione Hydrogen Tennis. Il brand di Alberto Bresci vestirà il tennista ligure a partire da gennaio 2017.

«Senza sfuriate avrei vinto di più ma non sarei stato me stesso»

Sono stato alla serata di presentazione organizzata da Hydrogen al Mandarin Oriental, un posto chicchettoso di Milano. Fognini è illuminato dai flash compulsivi dei fotografi che continuano a richiamare la sua attenzione per porre il sorriso a destra piuttosto che a sinistra, a seconda di quale reflex deve catturare il suo volto insieme a quello di Alberto Bresci, founder e designer di Hydrogen.

Aspettando il mio turno di intervista mi siedo e lo osservo. Cerco di capire cosa passa nella testa di un atleta subissato da attenzioni per essere passato da un brand a un altro ma non riesco a ottenere nessuna informazione. È rilassato, a suo agio e risponde alle domande dei colleghi di Sky, Gazzetta, Mediaset, Corriere.

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Nel frattempo si libera Alberto Bresci, il designer e fondatore del brand nato nel 2003. Fognini vestirà i suoi capi d’abbigliamento sportivo a partire da gennaio 2017. L’attesa per l’azienda è quella di rivedere in campo Simone Bolelli, compagno di doppio di Fognini, per comporre un’accoppiata Hydrogen.

Quali saranno le grafiche che accompagneranno il tennista nei prossimi eventi?
La prima uscita sarà con un camuoflage in chiave moderna. Molto geometrico, diverso dal solito. Riprenderà i colori dell’Australian Open.

Ci saranno delle grafiche create sulla sua personalità?
Si. Ci saranno delle grafiche molto innovative. Alcune davvero divertenti mai fatte nel tennis. Altre sicuramente realizzate sul suo carattere, sul suo essere bello e maledetto ma altre invece saranno innovative. Il nostro marchio in qualche modo rappresenta Fabio e adesso lui rappresenta noi. Anche il nostro logo del teschio è un po’ anacronistico e mai visto nel tennis. Noi lo interpretiamo come nuova vita, come portafortuna.

Avrà una grafica, un logo tutto suo come i migliori tennisti al mondo?
Assolutamente si. Abbiamo voluto Fabio anche per questo. Come i grandi tennisti, Murray e Djokovic ad esempio, avrà un suo logo come ogni punta di diamante.

Gli obiettivi insieme a Fabio quali sono?
Sicuramente quello di crescere. Sia lui nella classifica sia noi dal punto di vista del business. Nel 2016 è stato molto positivo: abbiamo migliorato il fatturato del 15% e ad aprile del prossimo anno apriremo un nuovo store monomarca a Ginza e l’obiettivo è quello di migliorarci ancora.

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Lascio andare il fondatore di Hydrogen per passare a Fognini. Dallo sketch di Tiki Taka ne esce divertito ma ha bisogno di bere qualcosa. E’ stato un anno di cambiamenti come il matrimonio e il passaggio a Hydrogen come punta di diamante dell’azienda ma arriva la stagione sportiva è stata deludente e ha voglia di dimostrare il suo valore.

Cosa ti piace fare quando non giochi a Tennis? Dove ti piace andare?
Mi piace rilassarmi. Il tennis è uno sport bellissimo ma faticoso. Tra ore di gioco e viaggi. Quindi appena posso vado al mare in sano relax. Anche se per la verità quest’anno sono andato in montagna. Non c’era ancora la neve ma siamo stati bene. Totale relax. Mi interessa questo.

Meno incazzature, più vittorie. Si dice questo di Fabio Fognini, sei d’accordo?
Sono d’accordo ma non sarei stato me stesso. Preferisco essere me stesso e non nascondermi dietro a qualcos’altro.

Il tuo lato Hulk si è trasformato in Capitan America?
Forse, anche se il lato Hulk è rimasto ma sto meglio con me stesso e so controllarlo. Anzi, sono più calmo. Forse, in questo, il matrimonio mi ha aiutato a fare un ulteriore step a livello mentale. Adesso mancano solo i risultati e voglio ottenerli.

Onestamente qual è il tuo obiettivo? Dove puoi arrivare?
L’obiettivo non lo so. A livello di classifica non li voglio dire – scaramanzia – li tengo per me. Ho tanta voglia di rimettermi in gioco. Ho voglia di giocare, di vincere e di tornare in alto. Spero e credo che sarà un bel 2017.

Perché Hydrogen?
Sono molto contento che abbiano creduto in me in un momento cosi delicato e difficile della mia carriera. Non è di certo facile. E’ stato un anno non positivo ed è bello che ci sia gente che crede in te perché sa quanto vali e quanto puoi dare. Adesso dovrà

Dimmi il tuo momento più bello nel tennis e quello più brutto.
Ce ne sono stati tanti e ce ne saranno altrettanti. Una delle partite che ricorderò per sempre con grande orgoglio e affetto è quella contro Murray, a Napoli, in Coppa Davis. Più brutti? Gli infortuni. E’ una cosa orribile per un atleta, per uno sportivo ma purtroppo succede. Vanno presi in maniera positiva. C’è sempre pessimismo e delusione, è normale ma bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e allenarsi per tornare al meglio e più in fretta possibile.

Immagini: in apertura tratta da Ubitennis. Foto 2 e 3 urbanmagazine.it

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